Dislessia

Cos’è la dislessia

La dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (D.S.A.); si manifesta nella difficoltà di apprendere a leggere, nonostante un’istruzione idonea, un’intelligenza adeguata, l’integrità neurosensoriale e un ambiente socio-culturale favorevole. Non è presente quindi un’alterazione di una funzione, ma la ridotta efficacia di una funzione. I D.S.A., oltre alla dislessia, comprendono disortografia (difficoltà nell’aspetto ortografico della scrittura), disgrafia (difficoltà nell’aspetto esecutivo della scrittura) e discalculia (difficoltà di effettuare calcoli anche semplici).

Evidenze scientifiche

Dagli ultimi studi è stato evidenziato con certezza che il disturbo è di origine genetica costituzionale, su base neurobiologica (cioè dovuto a fattori intrinseci disfunzionali del Sistema Nervoso Centrale, a fronte di un funzionamento intellettivo integro), e non causato da altri fattori (quali ad esempio l’ipostimolazione). L’aspetto costituzionale nella maggior parte dei casi è di origine familiare, cioè ha una base ereditaria non diretta (il soggetto non ha una probabilità fissa di avere il disturbo, ma ha una probabilità maggiore rispetto al resto della popolazione) come altri elementi che caratterizzano una persona, quali il colore degli occhi o altri aspetti somatici. Una delle ipotesi ad oggi più accreditate afferma che il problema ha origine durante lo sviluppo embrionale, quando si forma il Sistema Nervoso Centrale: in questo momento si ha la proliferazione e il differenziamento dei neuroni, che migrano e si orientano nel modo giusto per garantire la ricezione, l’elaborazione di informazioni e la risposta nel modo corretto. I neuroni si organizzano in reti: ci sono serie di neuroni specializzati, che collaborano allo svolgimento di una funzione. Nei D.S.A. può esserci una scorretta organizzazione di queste reti, per un difetto di migrazione neuronale (per modificazioni delle proteine trasportatrici coinvolte in questo processo), tuttavia non rilevabile dal punto di vista morfologico, ma solo su un livello funzionale.

I D.S.A. quindi si manifestano in bambini normodotati dal punto di vista intellettivo; rappresentano un fenomeno emergente di grande impatto sociale. In Italia si contano circa 1.500.000 persone, anche adulte, con queste tipologie di disturbo, e la frequenza dei bambini con D.S.A. è pari al 5% della popolazione scolastica.

Come viene fatta la diagnosi

Deve esserci un quoziente intellettivo nella norma, altrimenti non può essere posta diagnosi di dislessia. Vengono somministrati dei test in cui sono valutate abilità apprese a livello scolastico (nei primi anni di frequenza); viene posta diagnosi se i risultati sono molto inferiori alla media della popolazione.

 


 

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